Asilo Nido e Scuola dell'Infanzia Paritaria 

Il Giardino delle Fate presenta:

La scuola

Un giardino dove crescere... giocando con le Fate!
Le nostre sezioni nido e la nostra scuola dell’infanzia utilizza il “Gioco” come attività indispensabile per raggiungere ed acquisire esperienze relazionali, tattili e cognitive.
Il “Gioco” è il lavoro più serio per il bambino, le nostre Fate (educatrici) guideranno i bimbi in situazioni ludiche, permeate di Magia e Fantasia, al fine di poter coltivare nel nostro Giardino la Creatività, un clima di Affettività positiva, esperienze dirette a stretto contatto con la natura e la devota Meraviglia, elemento di cui ogni bimbo ci fa dono.
L’atmosfera magica creata dal gioco, le fiabe, la musica, la pittura, il movimento e la semplicità di gesti quotidiani, come la condivisione della colazione o la preparazione di un dolce, scandiranno il tempo, offrendo ai nostri piccoli il calore e la serenità necessari, per un vero processo di apprendimento, trovando nella scuola un “prolungamento di famiglia”.

L’inserimento

L’ inserimento al nido o alla materna è un momento delicato per il piccolo, ma soprattutto… per la mamma! Come aiutare entrambi a vivere il distacco con serenità?
Per la maggior parte dei bimbi, l’ avventura dell’ asilo è il primo vero momento di distacco dai genitori ma soprattutto dalla mamma :  per questo motivo, ogni struttura, pubblica o privata che sia, prescrive un periodo di inserimento graduale, così da rendere il meno traumatico possibile questo importante passaggio. Ma cosa fare quando, completato l’inserimento, il bambino continua a piangere “disperato” al momento del distacco?
Quando la mamma “trasmette ” la sua tristezza :  spesso la causa della difficoltà non sta in lui, ma nella mamma.  Anche lei soffre nel doversi separare dal suo bimbo per rientrare al lavoro. Così, spesso senza rendersene conto, gli trasmette la sua apprensione e i suoi sensi di colpa. Se il piccolo non si rassegna dobbiamo chiederci : lo sto lasciando con fiducia? O sento di abbandonarlo? Se così fosse, prendiamoci cura della nostra ansia : aiuteremo noi stesse e soprattutto i nostri piccoli.
Se fai così si “stacca” con naturalezza : ecco i comportamenti che aiutano a facilitare il distacco in mamma e bambino.
- Crea un buon dialogo con le maestre.
L’alleanza con le figure che ti sostituiranno è la base per la fiducia : se ti affidi a loro senza problemi, anche il tuo piccolo lo farà. Parla delle tue insicurezze, chiedi suggerimenti e lasciati rassicurare.
- Salutalo sorridendo prima di andar via.
Anche se piange e si divincola, salutalo sempre con un sorriso, la tua espressione deve essere serena, altrimenti il piccolo percepirà che gli sta accadendo qualcosa di brutto. Cerca di manifestare i tuoi sentimenti positivi e non mostrarti incerta, magari tornando sui tuoi passi se ti chiama o si dispera. E se ti viene da piangere, aspetta di farlo quando lui non ti vede.
- Lasciagli il ciuccio o il suo pupazzo preferito.
Se il piccolo è molto legato al ciuccio, concediglielo. Lascia a fargli compagnia un giocattolo o un oggetto cui è molto affezionato. Anche un fazzoletto, che conserva il tuo profumo può essergli di conforto.
- Evita di scappare mentre è distratto o di nasconderti per vedere cosa fa.
Il piccolo si sentirebbe tradito e si innescherebbe una profonda insicurezza. E se per errore ti vede si sentirà confuso e piangerà ancora di più per attirare l’attenzione.
- L’ inserimento deve farlo un solo genitore.
Per ragioni pratiche, a volte, si decide di alternarsi. Invece, è più utile che il riferimento del bambino sia un solo genitore: questo gli semplificherà le cose e gli darà più stabilità.

La scuola offre il servizio mensa e il doposcuola anche ai bambini esterni, con possibilità di servizio taxi per utenti residenti in zona


Attività della scuola

Psicomotricità

Psicomotricità Funzionale e Movimento Didattico Funzionale

La “Psicomotricità Funzionale” indirizza ad una visione globale dell’uomo, coinvolge risorse neurologiche e psicologiche integrate in un processo pedagogico rivolto alla persona nella sua totalità affettiva, intellettuale e corporea. Il “gioco” in Psicomotricità Funzionale è collegato al bisogno biologico che un individuo ha di agire, di esercitare un’attività che corrisponde alle più intime necessità e proprio su questo poggia l’azione educativa. Esso si inserisce nelle funzioni energetiche ed operative, che concorrono a stabilire con espressioni motorie e verbali una valida comunicazione con l’ambiente. La Psicomotricità Funzionale si basa su una “concezione attiva” della formazione dell’individuo, sullo sviluppo dell’intenzionalità, sugli sforzi per apprendere, scoprire risorse, ritrovare la spontaneità e l’iniziativa, ogni funzione di prontezza e aggiustamento affine alle competenze operative. Il bambino agisce attraverso una motilità volontaria dell’azione prassica determinata dalla sensibilità propriocettiva ed esterocettiva, legata alla maturazione delle aree corticali associative e sottocorticali. Il bambino viene posto a contatto con oggetti, percorsi, palloni, cerchi, gommotti giganti affinché la sua motricità si eserciti; gli scambi sensoriali segnano il punto di partenza per le sue azioni motorie. A tal fine il principio educativo della Psicomotricità Funzionale è quello di seguire lo sviluppo psicomotorio di ogni bambino nell’aiutarlo a costruire la struttura centrale della personalità, sinonimo di schema corporeo, fonte di tutti quei processi cognitivi che promuoveranno gli apprendimenti più complessi in età scolare.
Il “Movimento Didattico Funzionale” si sostanzia dei fondamenti epistemologici della Pedagogia Clinica nei suoi criteri di validità del sapere scientifico, in tecniche e metodologie proprie necessarie al vasto panorama dei bisogni educativi della persona. L’obiettivo principale di tale attività consiste nello stimolare un generale e armonico sviluppo dell’individuo, a partire dalle sue potenzialità, dare la possibilità di conoscersi e di conoscere l’ambiente, promuovere abilità e disponibilità nel relazionarsi con gli altri. L’accezione “Bambini in movimento” risponde al bisogno naturale di movimento dei piccoli della Scuola dell’Infanzia, le attività proposte intendono offrire loro esperienze creative e ludiche, sviluppare un valido rapporto con ogni aspetto della propria unità fisica e psichica, acquisire nuovi saperi. Il bambino viene aiutato a creare la propria immagine, a prendere coscienza dello spazio e del tempo, a scoprire percorsi personali nella soluzione di problemi. In più si pone l’accento sull’importanza della cooperazione, delle intese e del rispetto delle regole. Il Movimento Didattico Funzionale propone dunque un investimento sulla globalità, sviluppando la sfera motoria, intellettuale, emotiva e sociale. La vasta gamma di giochi presentati durante l’anno terranno conto del valore educativo, della finalità pedagogica sullo sviluppo senso-percettivo, organizzativo-cinetico e tonico-muscolare, delle abilità spazio temporali e ritmiche, dell’espressività, del linguaggio non verbale e verbale.

Psicomotricità

GIOCHIAMO CON LA MUSICA

É un nuovo approccio ludico che si propone di avvicinare i bambini alla musica e alla pratica motoria in modo spontaneo e divertente a partire dalla prima infanzia. Il percorso integra suono, segno e gesto; il fare e ascoltare musica con l'esecuzione di particolari movimenti del corpo, andature, posture e pratiche respiratorie appositamente studiate per facilitare l'acquisizione degli elementi musicali di base e potenziare le capacità di rilassarsi, concentrarsi, ascoltarsi e ascoltare. La scoperta spontanea, poi guidata, della possibilità di imitare ciò che l’insegnante canta diventa, per il bambino, il trampolino di lancio verso la conquista dell’intonazione e del senso del ritmo: ascolto, imitazione, riconoscimento delle differenze e movimento del corpo, guidano il bambino in un percorso di acquisizione, in autonomia, di queste competenze musicali fondamentali.

Psicomotricità

BI-BE-RON

(0-2 anni) É un progetto che si basa sulla certezza che il linguaggio musicale sia una risorsa comunicativa fondamentale che ogni bambino, fin dalla tenerissima età, può interiorizzare ed utilizzare per relazionarsi con gli altri, esattamente come avviene con il linguaggio verbale. Si può iniziare fin dalla nascita a giocare con i suoni, ad abituare l’orecchio ai paesaggi sonori, il corpo a movimenti fluenti e la voce a diventare mezzo di espressione di sé. I primissimi anni di vita sono infatti i più importanti per lo sviluppo dell’attitudine musicale del bambino e costituiscono una finestra di apprendimento irripetibile. Immergendo il bambino in un ambiente musicale ed esponendolo ad una varietà e ad una sempre crescente complessità di stimoli egli avrà la possibilità di costruire un proprio vocabolario musicale, fino ad arrivare alla capacità di esprimersi e comunicare con la musica.

Psicomotricità

Lingua Inglese

In un mondo, ormai considerato “globalizzato”, non si può prescindere dall’importanza di educare il bambino al plurilinguismo. L’insegnamento della lingua inglese nella sua semplificata struttura si prefigge due livelli di conoscenza :
• Livello Comunicativo
L’uso di un codice linguistico diverso dall’idioma della propria cultura di appartenenza, mira a favorire una ricchezza di stimoli e di nuove conoscenze. Apprendimento di nuova musicalità dei fonemi inglesi, incremento della comunicazione, accoglienza interculturale linguistica, usi e costumi diversi dai nostri. L’insegnamento delle lingue straniere orienta il bambino verso atteggiamenti di socievolezza, tolleranza ed accettazione della diversità.
• Livello Cognitivo
L’acquisizione di un lessico in lingua straniera, consente al bambino di organizzare le proprie conoscenze attraverso uno strumento diverso dalla propria lingua di appartenenza. Nell’esperienza delle sezioni nido, i bambini familiarizzano con nuove parole inglesi, ascolto e ripetizione di filastrocche e canzoncine accompagnate da una mimica gestuale, cogliendone il suono “magico” della diversità dell’intonazione e dei fonemi. Dopo i due anni di età, si matura cognitivamente l’acquisizione linguistica e la riproduzione dei suoni con modalità più ricca e precisa. L’attività didattica della lingua inglese verrà proposta attraverso esperienze di gruppo in un’atmosfera di gioia ed animazione. L’approccio è di tipo verbale e ludico mediante giochi motori, canzoni, filastrocche, drammatizzazione, travestimenti e momenti di festa.

Laboratori

Atelier Creativo

Il Giardino delle Fate, in linea con gli obiettivi didattici e con lo scopo di arricchire lo scrigno magico del sapere, propone l’Atelier Creativo, luogo di meraviglia e stupore, di riflessione e rielaborazione del pensiero. Creatività e fantasia del bambino vanno coltivate, perché rappresentano un grande potenziale. Esse sono fonte di esperienza e libertà di espressione. Il bambino creativo di oggi, che ha l’opportunità di esprimersi e sperimentarsi, sarà l’uomo o la donna di domani, pronti a giocare la loro vita, creando il loro futuro. Trattasi, quindi, di un percorso predisposto a suscitare curiosità nei bambini, affinché possano piacevolmente sperimentare, scoprire, rielaborare il loro sapere e le loro competenze cognitive ed emotive. Il percorso atelieristico, prevede:

1.fase di conoscenza e scoperta di nuovi mondi, realtà, vicende storiche, mitologiche e fanta-scientifiche attraverso:

  • gioco, movimento e divertimento;
  • ascolto e drammatizzazione (musica e suoni);
  • lettura di immagini (libri, video-proiezioni,ecc.);
  • utilizzo di oggetti vari e misteriosi;
  • magico mondo delle ombre.

2.fase pratica, volta alla realizzazione dell’oggetto creativo:

  • stimolare le capacità oculo-manuali, attraverso tecniche di assemblaggio, incollaggio, pittura, ecc.;
  • valorizzare l’arte del riciclaggio: attraverso l’utilizzo di carta, cartone, bottiglie di plastica,ecc.;
  • utilizzo di materiali e tecniche varie: carta, plastica, gommapiuma, stoffe, lana, materiale naturale, legno, colori, tempere, pennelli, spugne, colla, ecc.

  1. Tutti i mercoledì, dalle ore 16.00 alle ore 18.00 (merenda inclusa);
  2. Ogni corso possiede una tematica specifica: l' argomento del corrente atelier è il mondo dell’ arte;
  3. I laboratori sono organizzati e diretti da Maria Grazia Scirè e Carmen Di Salvo.

Giocodanza

Un percorso di crescita sano, attraverso un'attività ludica dove le componenti principali sono: creatività, immaginazione ... e tanta fantasia! Corpo, voce, musica, spazio ... diventano il mezzo per scoprire le potenzialità artistiche e creative del bambino. Con il Giocodanza gli allievi ricevono gli strumenti necessari per stimolare l'immaginazione e la fantasia - elementi indispensabili alla creatività - regolando e disciplinando le loro capacità con libertà di espressione. È gioco educativo, perchè vi sono regole da rispettare e contenuti precisi, che altro non sono che le componenti e gli elementi di base della danza, come la percezione corporea, la qualità del movimento, lo spazio, il tempo e così via. La riscoperta del valore del gioco come “invenzione” e come “azione creativa” può aiutarli dunque a costruire attivamente la propria personalità ed è preziosa per un sano percorso di crescita. Grazie all'introduzione di esercizi-gioco, il bambino ha un approccio spontaneo con la danza, perché è proprio attraverso l'attività ludica che egli esplora, conosce, per arrivare poi ad esplicare le sue capacità. Il gioco sviluppa nei bambini competenze analitiche, critiche e intellettuali. Utilizzando anche oggetti che, trasformandosi in attrezzi-giocattolo, forniscono ulteriori input creativi. Inoltre giocare, prima recuperando la spontaneità infantile e in seguito attraverso un movimento disciplinato, permette in modo semplice di rapportarsi successivamente a ciò che condurrà alla tecnica accademica, facendo del movimento stesso un fattore che armonizza la realtà e la fantasia. Il gioco diviene dunque il mezzo più idoneo per esplorare e conoscere tutto ciò che in seguito diventerà il bagaglio per la conoscenza della tecnica vera e propria, porterà il bambino a ricercare la qualità del movimento, lo spinge a fare sempre meglio, così che egli arriverà - per gradi e senza noia - ad acquisire, e poi fare propri, gli elementi della tecnica, che non saranno così sterili o imprigionanti, ma andranno ad arricchire il suo bagaglio di conoscenze e il suo linguaggio corporeo. Riuscirà in tal modo a comunicare le sue emozioni ed il suo danzare sarà allora un danzare cosciente.

  1. Martedì e venerdì dalle ore 15.30 alle ore 16.30;
  2. Le lezioni sono tenute da Cinzia Mirabella e Francesco Sorrentino, titolare della scuola di danza professionale “Let's Dance”

Laboratorio teatrale bambini 5-7 anni

L’attività di animazione teatrale consente, attraverso una metodologia ludica e divertente, di creare momenti di unione e socializzazione all’interno del gruppo di lavoro. Tutti i bambini coinvolti verranno a conoscenza di un linguaggio comune, verbale e non verbale, e delle diverse regole che il “gioco del teatro ” impone. L'attività offre la possibilità di fortificare le capacità creative e le capacità espressive fisiche e verbali, potenziandone ulteriormente le abilità nel socializzare. Il teatro è occasione di incontro, di scambio e di comunicazione. L’incontro avviene in un luogo protetto, “magico “, e in un momento irripetibile: “il teatro è il gioco del fare finta ”, del “come se ”, dove ciò che accade non ha alcun effetto sulla realtà, ma nella finzione conserva un fondamentale valore di sperimentazione nella percezione del reale e della sfera emotiva. Nell'imitazione della realtà, si provano esperienze diverse, persone e caratteri diversi, sentimenti e situazioni differenti, senza abbandonare la dimensione ludica e divertente. Durante il laboratorio teatrale, il linguaggio del corpo è il punto di partenza per esplorare se stessi e per conoscere gli altri.
Come funziona il laboratorio? Leggeremo storie, ci inventeremo dei personaggi, creeremo nuove storie. Il laboratorio è incentrato sulla dimensione ludica e sociale del teatro, vissuto come momento di gioco collettivo. I bambini verranno spronati a lavorare all'interno di un gruppo, ad ascoltarsi e a collaborare tra di loro. Grazie agli esercizi, gli allievi acquisiranno maggiore controllo nel movimento e maggiore coordinazione, varranno stimolati all'ascolto di brani musicali su cui svilupperanno la gestualità. Le attività del laboratorio sono concentrate sullo sviluppo di una fisicità consapevole degli allievi: essi, infatti, imparano a riprodurre la realtà attraverso il linguaggio del corpo e il movimento. L'attività del laboratorio diventa un’occasione per migliorare le capacità motorie e di coordinazione e, allo stesso tempo, viene data importanza all'educazione all'ascolto e all'apprendimento musicale, perché i bambini imparano a riconoscere il ritmo, gli accenti musicali attraverso il canto, sviluppando movimenti e situazioni coerenti ad essi.

  • Durata: novembre-maggio 2014/2015;
  • Il laboratorio prevede 2 incontri settimanali di 2 ore ciascuno;
  • Numero minimo 8 partecipanti, max 12;
  • Il materiale didattico sarà a carico del proponente;
  • A metà percorso, a fine novembre, verrà realizzato uno spettacolo teatrale di letture drammatizzate: lettura espressiva di un testo con l’utilizzo anche di diverse tecniche di animazione di immagini e suoni, proiezioni video, sonorizzazioni, scenografie improvvisate;
  • Le letture drammatizzate potranno essere proposte nelle scuole primarie, e dato il tema - la pace e la guerra: centenario della prima guerra mondiale 1915/18 - potrebbero essere accolte anche in eventi pubblici di commemorazione.

Laboratorio didattico

Il percorso formativo esperienziale del laboratorio si sostanzia dei fondamenti scientifici della Psicomotricità Funzionale in tecniche e metodologie proprie necessarie al vasto panorama dei bisogni educativi della persona. Si rivolge ai bambini della Scuola d’Infanzia.
L’accezione “bambini in movimento” risponde al bisogno naturale di muoversi e sperimentare, le attività proposte, intendono offrire loro esperienze creative e ludiche, per sviluppare un valido rapporto con ogni aspetto della propria unità fisica e psichica ed acquisire nuovi saperi. Il bambino viene aiutato a creare la propria immagine, a prendere coscienza dello spazio e del tempo verso un procedimento globale e pluridisciplinare, che tiene presente gli sforzi di aggiustamento motorio del soggetto nelle diverse situazioni in cui è chiamato a risolvere il problema, in una situazione di contesto. Inoltre, si pone l’accento sull’importanza della cooperazione, delle intese e del rispetto delle regole, verso la socializzazione.
La Psicomotricità Funzionale si propone dunque come un investimento sulla globalità dell’individuo, per nutrire e sviluppare la sfera motoria, emotiva, intellettuale e sociale. La vasta gamma di giochi presentati nel corso del progetto terranno conto del valore educativo, della finalità pedagogica, dello sviluppo del senso motorio, organizzativo, cinetico e tonico-muscolare, delle attività spazio-temporali e ritmiche, dell’espressività, del linguaggio verbale e non verbale, dello sviluppo e potenziamento della capacità segnico-grafica.

Finalità generali del MODULO 1
Le esperienze proposte faranno riferimento ai quadri operativi della Psicomotricità Funzionale volte ad offrire stimoli per sollecitare e sviluppare:

  • Autonomia e coscienza di sè;
  • Coordinazione dinamica generale;
  • Capacità senso-percettive;
  • Capacità gnosico-prassiche;
  • Organizzazione psicomotoria (tonicità di fondo e di azione);
  • Padronanza e consapevolezza del proprio schema corporeo;
  • Equilibrio;
  • Dominanza;
  • Orientamento spaziale-temporale;
  • Capacità di espressione e comunicazione;
  • Capacità ritmo-respiratoria-cinetica verbale e non verbale;
  • Sviluppo dell’abilità grafo-espressiva.
Referente: D.ssa Mari Melissa (psicomotricista funzionale): marimelissa@tiscali.it
Il modulo 1 verrà svolto ogni martedì, dalle ore 16.00 alle 17.00.


Finalità generali del MODULO 2
Le esperienze proposte seguiranno un percorso di Unità Didattiche per offrire stimoli atti a sollecitare e sviluppare il pensiero analitico del bambino verso la strutturazione delle categorie concettuali e lo stadio della rappresentazione mentale attiva, iconica, linguistica e simbolica:

PRELETTURA E PRESCRITTURA

  • Individuare le posizioni di oggetti e persone nello spazio;
  • Riconoscere le forme geometriche;
  • Riconoscere elementi simbolici;
  • Cercare e riconoscere analogie e somiglianze;
  • Direzionalità delle linee grafiche-orizzontali, verticali, oblique;
  • Linee curve, cerchi, spirali, occhielli;
  • Riconoscimento dei grafemi: vocali e consonanti;
  • Associazione di lettere: sillabe.

PRECALCOLO

  • Spazio e forma ;
  • Concetti logici;
  • Numeri;
  • Sequenza logico-numerica;
  • Istogrammi;
  • Quantità.
Referente: Maestra Annarita Mannino. Il modulo 2 verrà svolto ogni martedì, dalle 17.00 alle 18.00.

Baby drummer

I bambini in età prescolare attraversano un periodo di rapido sviluppo, in cui apprendono attraverso l’orecchio. Sono in grado di memorizzare all’istante tutti i suoni e le parole che sentono per la prima volta. Di conseguenza, se in questa fase della loro vita fanno esperienze musicali di ascolto, canto ed esecuzione allo strumento, acquisiscono un senso della musica equilibrato e duraturo. A questa età essi sviluppano rapidamente la capacità di ascolto e sono in grado di distinguere e riconoscere i suoni. Questa condizione è ideale per sviluppare l’orecchio, il senso dell’armonia e l’abilità di riconoscere ed eseguire frasi cantate, strutture ritmiche e timbri musicali. Allo stesso modo i bambini vengono incoraggiati ad apprendere gli elementi fondamentali della musica, il ritmo, la melodia e l’armonia.
Suonare la batteria è senz'altro divertente, ma non bisogna dimenticare che è molto importante dare la giusta impostazione e studiare un programma didattico che comprende:

  • Approccio allo strumento e ai pezzi che lo compongono;
  • Nozioni base;
  • Impugnatura delle bacchette;
  • Prima fase di coordinazione degli arti superiori ed inferiori;
  • Avvio alla lettura musicale con simboli;
  • Prime esecuzioni di ritmi.

Tutti i martedì e i giovedì

Laboratorio teatrale
Recitazione SENIOR (GENITORI)

Chi perde il bambino che ha dentro di sé, lo rimpiangerà per il resto della vita.
Pablo Neruda

Gli adulti tornano ad essere bambini, vestono i panni di bambino attraverso una serie di tecniche, che li portano a riscoprire la parte più pura di sé, il fanciullo che si è addormentato.
La vita ci impone dei ritmi spesso frenetici, la corsa è veloce, vogliamo crescere subito a tutti i costi. Quando eravamo piccoli e tante cose ci venivano precluse, spesso dicevamo “non vedo l’ora di diventare grande”. Poi grandi lo si diventa davvero e succede qualcosa, che ci è sfuggito di mano, che non riusciamo più a immaginare: abbiamo tradito, abbandonato, trascurato e messo in cantina il nostro bambino.

Se miglioriamo il rapporto con il “nostro bambino” miglioreremo il rapporto con i nostri figli.

Riprendiamoci la parte più genuina di noi, quella più autentica, il nostro essere fanciulli, quella capacità di vedere cose “normali e comuni” e riuscire ancora ad emozionarci, stupirci di fronte alla vita e lasciarsi andare, dare spazio all’ironia, alla leggerezza, alle risate, alla voglia di giocare. Ecco questo è un grande dono che la vita ci ha dato.
Il laboratorio è pensato come una sorta di “viaggio di conoscenza affettiva del proprio bambino”: un modo per soffermarsi, per osservare le dinamiche attraverso un esercizio con il corpo e la voce. E alla fine quel bambino che è dentro ognuno di noi, lo si riprende per mano e finalmente lo si può guardare negli occhi.

  1.   Durata: novembre-maggio 2014/2015;
  2.   Il laboratorio prevede un incontro settimanale di 2 h. e 30 min.;
  3.   Numero minimo 8 partecipanti, max 12;
  4.   Baby accudimento pomeridiano gratuito;
  5.   Il materiale didattico sarà a carico del proponente;
  6.   A fine percorso verrà realizzata un breve performance.

Teatrolab

Laboratorio sulla costruzione di burattini a guanto, per bambini dai 3 anni in sù, a cura di Davide, Dario e Marco Napoli.
(Marionettistica F.lli Napoli – Catania)

I fase: INTRODUZIONE
Illustrati i vari tipi di teatro di figura esistenti e sottolineate le opportune differenze, i bambini potranno vedere e toccare con mano burattini, marionette e pupi, osservandone i materiali, le strutture interne, i costumi, e le armature (nel caso dei pupi siciliani).
II fase: IDEAZIONE
I piccoli fruitori guidati da esperto e assistenti, cominceranno un affascinante viaggio attraverso il mondo dei burattini, ideando e personalizzando con fantasia le figure da creare, mediante l’uso di cartoncini colorati, pennarelli e forbici (disegno, progettazione e taglio del modello).
III fase: REALIZZARE UN BURATTINO
Al termine della II fase si passerà alla realizzazione pratica dei personaggi ideati secondo le principali regole costruttive del teatro dei burattini (taglio del bustino a guanto come da modello; pittura a tempera delle teste realizzabili con sfere di polistirolo; applicazione dei capelli utilizzando fili di lana; rifinitura dei vestitini con bottoni e passamanerie; assemblaggio definitivo.

Obiettivi

  • Coinvolgimento dei bambini attraverso giochi di interazione, creatività e comunicazione in un clima di non-giudizio;
  • Conoscenza, apprendimento, manipolazione e padronanza dei diversi materiali sia in senso funzionale che espressivo;
  • Potenziamento capacità creative del singolo all’interno del gruppo e del gruppo stesso.
Contenuti formativi
I burattini sono uno strumento educativo, comunicativo e spesso terapeutico, intesi come “oggetti transizionali”; attraverso la costruzione e l’animazione degli stessi si può ottenere un dialogo e una partecipazione reale. La costruzione riuscita di un oggetto è per il bambino la migliore dimostrazione di una sua strutturazione, di un suo controllo sulla realtà, e, impersonandolo, egli riesce a far emergere anche attitudini e conflitti nascosti o comunque non espressi. Questi sono gli aspetti che comporranno la complessiva stesura del progetto, per il quale è previsto il seguente schema operativo-economico.
  1. INCONTRI TOTALI PREVISTI: 5 da 90 minuti, cadauno;
  2. NUMERO OPERATORI IMPIEGATI: 3 (1 esperto e 2 assistenti);

Teatrolab 2

Laboratorio per la realizzazione di marionette a filo, adatto a bambini dai 5 anni in sù, a cura di Davide, Dario e Marco Napoli.
(Marionettistica F.lli Napoli – Catania)

“Teatrolab 2 ” rappresenta un entusiasmante accostamento al meraviglioso mondo del teatro di figura, che permetterà ai piccoli fruitori, di scoprire sapientemente guidati dagli esperti, le tecniche di costruzione e l’assemblaggio dei vari elementi strutturali che costituiscono la figura teatrale più antica del mondo: la marionetta. Si prevede un percorso teorico-pratico così articolato:

  • Introduzione al teatro delle marionette: che cosa sono, gli elementi che ne costituiscono la struttura e loro realizzazione;
  • Il “corpo di legno”: preparazione, rifinitura, assemblaggio;
  • I “vestiti”: selezione delle stoffe, taglio e cucito di maglie, camicette, gonne e pantaloni, per vestire le strutture realizzate e assemblate;
  • Le “testoline”: creazione attraverso l’utilizzo di legno e cartapesta; stuccatura e pittura; incollaggio dei capelli di lana.
  • I “fili” e la “crocetta di legno”: assemblaggio delle parti con occhielli e fili cerati, vestizione, collegamento degli arti alla crocetta di legno con cui sarà possibile dar vita alle figure, secondo il metodo tradizionale delle marionette.
  1. INCONTRI TOTALI PREVISTI: 5 da 90 minuti, cadauno;
  2. NUMERO OPERATORI IMPIEGATI: 3 (1 esperto e 2 assistenti);

Galleria Fotografica

  • Scalinata ingresso
  • Ingresso Scuola
  • Ingresso laterale
  • Ingresso Direzione
  • Direzione
  • Refettorio bimbi
  • Refettorio bimbi
  • Dormitorio bimbi
  • Dormitorio neonati
  • Giardino ingresso
  • Giardino retro
  • Fate titolari

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